DSC01497-pigmotel.jpg

Anche negli animali si osservano molti fenomeni caratteristici di suggestione, che dimostrano come la stessa fenomenologia si estenda analogamente a tutti gli esseri viventi. È noto che il serpente è dotato di particolari facoltà di suggestionare la propria vittima rendendola incapace a sfuggirgli; la sua potenza di fascinazione giunge fino al punto da far scender gli uccelli e a farli avvicinare e a lasciarsi prendere senza che possano fare alcun tentativo di difesa.

Anche altri animali hanno la facoltà di affascinare la vittima come ad esempio il rospo, il cervo, il cane, il ragno ed altri.

Anche l’uomo può suggestionare e ipnotizzare gli animali, procedendo con sistemi adatti al grado di evoluzione dell’animale. Quasi tutti gli ipnotizzatori hanno esperimentato l’ipnosi sugli animali e sempre con successo.

Tutti questi fenomeni presentano delle analogie evidenti coll’ipnosi dell’uomo, ma il procedimento usato deve essere adattato all’indole dell’animale. Gli animali più intelligenti come ad esempio gli animali domestici si possono ipnotizzare con lo sguardo e con i passi dalla sommità del capo alla punta del muso. Così è possibile produrre il sonno ipnotico in quasi tutte le specie di animali, agendo principalmente collo sguardo. Un buon ipnotizzatore è in grado di far arrestare solo collo sguardo un animale che tenta di aggredirlo anche se si tratta di una belva feroce.

Le possibilità si arrestano qui, non essendo, per ragioni ovvie, possibile controllare degli altri fenomeni come l’amnesia, oppure produrre dei fenomeni post-ipnotici data la psiche meno evoluta dell’animale e la mancanza della favella.

I fenomeni di fascinazione degli animali erano noti fin dai tempi più antichi e sono stati anche oggetto di studio già nei secoli scorsi. Menzioneremo l’experimentum mirabile di Padre Atanasio Kircher eseguito nel 1636. Egli studiò l’immobilità catalettica su certi animali i quali si fingono morti all’avvicinarsi del nemico e si mantengono immobili per un lungo tempo. Quest’immobilità si può produrre anche artificialmente. Padre Atanasio eseguì l’esperimento nel modo seguente, servendosi di un pollo. A questo pollo si legarono le zampe con una cordicella, e lo si posò poi sulla schiena con un moto deciso e sicuro, tenendolo per qualche secondo in quella posizione. È stata poi tirata una linea col gesso in prolungamento del becco. Lasciato poi libero l’animale e togliendo con precauzione la corda con cui erano legate le zampe, si potè osservare che il pollo rimaneva immobile in quella posizione per dei minuti.

Da questo esperimento si trasse la conclusione, che nel caso degli animali non si trattasse di fenomeni ipnotici ma di uno stato di paura o di eccitazione.

Nel 1896 il fisiologo tedesco Max Verworn fece un esperimento analogo dopo avere tolto ad un pollo il cervello.

image020.jpg

L’esperienza riuscì egualmente. Da questa egli dedusse che il cervello non aveva nessuna funzione in questi fenomeni e che si doveva perciò trattare di effetti dovuti ad uno stato di eccitazione, e non di ipnosi.

Non crediamo tuttavia che con ciò sia data la prova che gli animali non possono essere ipnotizzati. Innanzitutto il fenomeno accennato sul quale si sono basati i citati procreatori è alquanto diverso dallo stato ipnotico tanto per il modo con cui viene provocato, quanto per gli effetti.

Il fatto poi di immobilizzare o di addormentare un animale collo sguardo non si può spiegare con uno stato di paura o di eccitazione e presenta troppa analogia con lo stato ipnotico dell’uomo per poter essere definito diversamente.

image022.jpg

Pollo immobilizzato con mossa decisa e posto sulla schiena.

Accenneremo infine ancora a certe esperienze fatte sulle piante, per quanto in questo caso non si può parlare di ipnosi ma di fenomeni analoghi a quelli della suggestione. In questi casi l’esperimentatore talora riesce ad influire sulla pianta con uno sforzo di volontà e riesce a favorire il suo sviluppo ad eliminare l’inaridimento causato da debolezza della pianta.

image024.jpg
Porcellino d’India immobilizzato con i muscoli contratti.

Sono note le esperienze dei fachiri indiani i quali riescono a far germogliare un seme in pochi minuti senza toccarlo, agendo semplicemente su di esso con la volontà.

Da http://www.neurolinguistic.com

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.