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Schumacher (in inglese Shoe-maker) e il dott Rossi protagonisti di due grandi imprese nelle massime formule a quattro e a due ruote. Il primo corona la sua carriera a Monza con una strabiliante vittoria il giorno del suo ritiro, proprio davanti a Raikonnen, suo erede e prima guida accanto a Massa dal 2007, e all’esordiente, cattolicissimo Kubika, primo pilota polacco della F1. Come dire finire la carriera e reiniziare il campionato, accorciando la distanza da Alonso da 12 a 2 punti.
Dottor Rossi infila e sfila l’amico Capirossi dopo un duello all’ultima pedana al GP di Sepang. Con gran risa sotto il casco, come dichiarato dal pescarese nel dopogara.
Grandi imprese, grandi campioni, grandi show a ruote fumanti.
Peccato solo che l’italiana la guidi un tedesco e che l’italiano guidi una giapponese. Trulli/Fisico alla Ferrari e Capirossi/Rossi alla Ducati? Intanto godiamoci le polemiche di Flavione e Alonso che vedono il “circo massimo” dei motori come un carrozzone truccato e stabilito nei risultati fin dall’inizio. Juve docet, Ferrari pure? Boh, io mi godo lo spettacolo e massimo rispetto per l’astronauta Schumi.

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