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E’ il re del bodybuilding, l’erede di Arnold,  Mr Olympia in persona. Ronnie Coleman, the unbelievable. Bombato all’inverosimile di Intha-6, poteina a lenta assimilazione BSN, 9 volte Mr Olympia (dal 98 al 2006) oltre a uno scintillante palmares di altri titoli che non stiamo ad elencare, Ronnie è per tutti gli appassionati di questa disciplina The King.

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Sul sito http://www.flexonline.it ho scovato questo pezzo scritto da qualcuno che ha potuto assistere ad uno dei quotidiani workout del poliziotto più grosso del mondo.

Visto da fuori, sembra ancora la vecchia fonderia sgangherata che era una volta. Il parcheggio di ghiaia è un cimitero di carcasse di automobili. Non c’è un muro di cinta, ma solo porte di garage aperte ed una recinzione di compensato. Al bancone di ricezione sono affissi i Dieci Comandamenti, in netto contrasto coi testi delle canzoni rap e heavy metal che si susseguono senza sosta. L’ingresso è tappezzato di slogan dipinti sui muri. Le ragnatele – così grosse che potrebbero intrappolare i corvi – pendono dal soffitto arrivando quasi a coprire le bandiere degli Stati Uniti e del Texas.

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Nel ripostiglio per le scope, probabilmente il meno usato al mondo, la polvere regna sovrana. E e vi regna anche l’assurdo, a giudicare dal cartello appeso sulla porta con la scritta “Aiutateci a tenere pulita la vostra palestra”. Ogni singola macchina ed ogni singola piastra, tutte rigorosamente antiche, sono impolverate, arrugginite o entrambe le cose. In ogni angolo, mucchietti di foglie e cartacce, mentre il pavimento è disseminato di buche sospette. Specchi rotti lasciano presagire infinite sciagure, mentre una scalinata sembra portare nel nulla. Per sopperire alle pale da soffitto che si sono arrese da tempo, dei ventilatori da pavimento, grandi quanto eliche di aerei, girano vorticosamente per combattere il caldo soffocante. Benvenuti alla MetroFlex, una delle palestre più “hardcore” del globo terrestre nonché tana di Ronnie Coleman. La porta dell’inferno, la strada per il paradiso.

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PESI LEGGERISono le due del pomeriggio del 15 giugno. Con passo lento, Ronnie Coleman entra nella MetroFlex Gym di Arlington, Texas, come ha fatto quasi ogni giorno degli ultimi 14 anni! Le casse diffondono il rap di DMX, che urla “Stop! Drop! Shut’em Down, open up shop!” [Fermati! Giù! Falli tacere, apri bottega!], ndt. Temperatura: 34 gradi. Il campione da 140 kg indossa una maglietta rosso sangue. S’infila i guanti e si appresta ad iniziare quello che definisce come allenamento lombare, rivolto sia agli erettori della colonna vertebrale (mezzi stacchi) che allo sviluppo della densità muscolare (rematori). Tra quattro giorni, farà pull-down e trazioni alla sbarra per l’ampiezza del dorso.
Il riscaldamento comincia con qualche serie di mezzi stacchi a piramide, passando per 60 kg, 100 kg e 140 kg. “Faccio i mezzi stacchi fin dai tempi delle superiori – osserva – ed è per questo che ho una muscolatura dorsale così spessa e densa”. Prosegue con una serie di 10 ripetizioni con 185 kg, ossia più o meno a metà strada verso i celeberrimi 365 kg che solleva nel video The Unbelievable. Oggi, comunque, Coleman vuole rimanere sul leggero. “Inizio ad andare sul pesante coi mezzi stacchi a luglio ed agosto. E’ un po’ presto e non fa ancora abbastanza caldo per darci dentro di brutto”. A parte i tecnici che riparano gli impianti di climatizzazione, probabilmente Coleman è l’unica persona in tutto il Texas che aspetta con ansia l’avvicinamento della soglia dei 40 gradi! Infiliamo una piastra da 20 per parte e lui, mentre si allaccia la cintura, si sprona da solo dicendo: “Dai, amico! E’ leggero!”. Dopodiché completa tranquillamente 6 ripetizioni con 265 kg. La leggerezza, naturalmente, è un concetto relativo.

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DAI, AMICO! Coleman si dirige verso i nuovi manubri da 113 kg che il proprietario della palestra Brian Dobson gli ha regalato per il suo compleanno. “L’altro giorno li ho usati per gli shrug. Non so quando riuscirò a farci le distensioni su inclinata o su piana. Probabilmente ci vorrà un po’ di tempo. Ma se sono riuscito a farne 12 [ripetizioni di distensioni su piana] coi manubri da 90 kg, scommetto che prima o poi ci arrivo”. A questo punto, carichiamo una sbarra di piastre da 20 kg e il gigante texano fa 10 ripetizioni di rematori con 102 kg, poi altre 10 con 142 kg. Inclinando il tronco a 45 gradi circa rispetto al pavimento sporco, dà uno strattone al bilanciere per tirarlo verso l’addome. “Quel bilanciere è rognoso. Lo uso per gli squat”. Esamina una rastrelliera di sbarre come uno squalo alla ricerca di una nuova preda. Quando ha trovato quello che gli serve, carichiamo l’altra sbarra con 206 kg, un carico con cui la maggior parte delle persone non riuscirebbe a fare nemmeno una ripetizione di mezzi stacchi! “Dai, amico! E’ leggero!”, si dice Coleman, prima di eseguire 10 ripetizioni di rematori. Passano pochi minuti e ne fa altre 10.

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E’ UN GIOCO DA RAGAZZI! Una canzone rap, che copre ogni suono tranne i grugniti e gli sferragliamenti più rumorosi, incita a violare almeno metà dei Dieci Comandamenti di cui sopra. Essendomi già trovato ad allenarmi in seminterrati e palestre hardcore di questo genere, mi è successo di usare sbarre a T improvvisate, eppure non ero assolutamente preparato a quello che stavo per vedere. Coleman infila un’estremità di un bilanciere in un buco situato in un angolo, regolandolo a 45 gradi rispetto alle due pareti. Dobson se ne sta vicino all’angolo mentre Coleman aggancia un’impugnatura a V sotto l’estremità carica. La prima piastra, da 45 kg, è seguita da 8 piastre da 20 kg, per un totale di 255 kg (contando anche la sbarra, gran parte della quale viene sollevata).
“Dai, amico!”, ripete Coleman. Con una violenta trazione, solleva l’estremità carica del bilanciere e completa 10 ripetizioni di rematori. Al termine della serie, il carico cade a terra, accentuando la cavità esistente, sollevando una nuvola di polvere di cemento e allentandosi. I ragni scappano per cercare riparo. Tre minuti dopo, ripete la serie. E chi si stupisce che abbia una schiena insuperabile?
In qualche modo, riusciamo ad aggiungere altre due piastre, sebbene l’ultima sia più fuori che dentro. La lunga fila di piastre metalliche sembra quasi comica. Le conto di nuovo: sono 11 piastre, la prima da 45 kg, per un totale di 290 kg.
Pochi mortali sarebbero in grado di sollevare un simile carico, eppure Mr. Olympia sta per affrontare l’impresa. “E’ un gioco da ragazzi”, dice a se stesso, anche se chiunque sarebbe disposto ad ammettere che si tratta di un gioco molto pericoloso. “Dai, amico! E’ leggero!”. Afferra l’impugnatura a V con le mani guantate ed inizia a issare il bilanciere con uno strattone. Una ripetizione. Due. Tre. Quattro. Cinque…
Improvvisamente, il carico crolla rovinosamente sul pavimento martoriato, che reagisce sputando una soffocante nuvola di polvere. L’impugnatura a V ha ceduto a metà serie! “Ma porca…!”, esplode Coleman. Nonostante le invettive musicali che lo circondano ovunque vada – palestra, casa, automobile – è la prima volta che è sul punto di imprecare nei due giorni che Kevin Horton ed io abbiamo trascorso con lui. Coleman dà un calcio all’impugnatura rotta, sganciandola dal bilanciere. Mr. Olympia ha sfidato un carico assurdo. Ed è stato il carico a perdere.

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PIU’ INTENSITA’, PIU’ MASSA Camminando per la stanza con passo pesante, Coleman beve acqua dalla bottiglia. La polvere di cemento si è incollata al viso e alle braccia inzuppati di sudore. “L’aspetto più difficile dell’allenamento è la costanza”, dichiara. “In 28 anni di allenamento, ho visto andare e venire un sacco di gente. Il segreto del mio successo è la costanza, la volontà di diventare sempre più forte e di allenarmi sempre più intensamente per diventare ancora più grosso”.
Inizia l’allenamento dei bicipiti con i curl unilaterali alla Scott con un manubrio da 18 kg, poi da 22, per terminare con 30 kg, facendo 10-12 ripetizioni piuttosto veloci per serie. Poi tocca ai curl col bilanciere: dondolando leggermente, fa tre serie da 12 ripetizioni con 60 kg. E’ uno dei pochi professionisti a farli con la sbarra dritta, poiché molti ritengono che questa solleciti eccessivamente i polsi. Eppure, nonostante i suoi 40 anni, Coleman sembra incredibilmente immune ai traumi.
Gli AC/DC accompagnano i curl al cavo. Con il dorso rivolto verso la puleggia, Coleman tira il cavo tra le gambe massicce e comincia le sue quattro serie da 10-12 ripetizioni con 60 kg, per arrivare ad usare l’intero carico della macchina (86 kg). Alla fine, con un forte accento texano, spiega: “Ogni volta che mi alleno cambio qualche variabile. La prossima volta probabilmente farò curl alla Scott, curl alla macchina, curl in piedi coi manubri e forse curl di concentrazione”.

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COLPI BASSI Nonostante le frequenti critiche rivolte ai polpacci e agli addominali di Ronnie Coleman, sono due gruppi muscolari che il campione non ha mai trascurato. Li allena a giorni alterni: un giorno i polpacci e il successivo gli addominali. Visti da vicino, i polpacci di Coleman sono enormi; solo in proporzione al resto del fisico possono apparire meno vistosi. Si prepara a colpire basso caricando la macchina per i calf-machine da seduti. Tanto per cominciare, 20 ripetizioni con 72 kg, concentrandosi più sulla fase di contrazione che sull’allungamento. Per la seconda serie di 20 ripetizioni, fa cadere un’altra piastra sul carico (92 kg in tutto), poi conclude con la terza ed ultima serie sollevando 113 kg (15 ripetizioni).
A questo punto, aiuto Coleman ad impilare piastre sulla macchina per i leg-press, 10 per parte per un totale di 408 kg. Stringe la cintura e si accinge a completare tre serie di 15 brevi ripetizioni di press per i polpacci. I piedi si muovono pochissimo (e questo solleva un dilemma: i polpacci di Coleman sarebbero ancora più straordinari si facesse ripetizioni complete?). Per finire, si avvicina ad una macchina per i calf-raise in piedi che sembra risalire alla preistoria del body-building. Mette su 10 piastre (200 kg) e fa 15 ripetizioni corte. Mentre il sudore scende copioso dal cranio rasato ed Ozzy Osbourne invita tutti a salire sul “Crazy Train” (treno folle), aggiunge altre quattro piastre (per un totale di 280 kg) e completa altre due serie da 12-15 ripetizioni corte.
E’ SOLO ROBETTA Tra la fine dell’allenamento e la sosta al Black-Eyed Pea, dove si reca due volte al giorno per mangiare due petti di pollo in salsa barbecue e una patata arrosto col ketchup, gli chiedo di commentare il suo allenamento alla MetroFlex. “E’ robetta per me”, risponde ridacchiando. “Le vere palestre hardcore sono quelle dove mi allenavo in Louisiana, quando ero ragazzo. Lì c’è molta più umidità, quindi faceva molto più caldo”. Questo genere di palestre ormai appartengono al passato e sono state sostituite da centri fitness dotati di aria condizionata. La MetroFlex, invece, è sopravvissuta. Oltreoceano, nella città inglese di Birming-ham, c’è la Temple Gym, un seminterrato che d’inverno è tanto freddo quanto la MetroFlex è afosa in estate. Il suo proprietario, Dorian Yates, si è allenato alla Temple per tutta la sua carriera ed Ernie Taylor, che si prepara nel santuario di Yates, giura che, prima di entrare, lancia un mattone davanti a sé per spaventare i vermi. Sarà un caso che Yates e Coleman – i due atleti che si sono accaparrati gli ultimi dodici Sandow – hanno entrambi costruito il loro fisico superlativo in antri primitivi pieni di ferro e privi di qualsiasi comfort o ricercatezza?
Il motto della MetroFlex è “Non ti conformare; allenati coi tuoi simili”. Se il significato non vi è chiaro, affidatevi ai centri fitness. Se invece “hardcore” è una delle vostre parole preferite, anche se non avrete mai la possibilità di allenarvi alla MetroFlex, il solo fatto di sapere che un posto del genere esiste dovrebbe riempirvi il cuore di gioia. La consapevolezza che, nell’ora più calda del giorno più caldo, il miglior bodybuilder del mondo se ne sta lì ad eseguire rematori con una sbarra a T da 270 kg finché l’impugnatura non si rompe dovrebbe farvi venir voglia di gridare: “E’ leggero!”.

4 thoughts on “Ronnie Coleman, the unbelievable

  1. Ronnie forse non dovevi vincere i mr olympia,ma lo stesso vale per cutler,forse ci vuole un po di definizione in più….spero ke il prossimo anno Ronnie si riprenda il titolo e chiudere la carriera con il record assoluto di 9mr olympia

  2. Sinceramente Cutler è un grande culturista,ma Coleman è nettamente superiore e anche la schiena di ronnie anche se più piccola,molto più definita…Stò mr olympia farà discutere.
    Gianni Amato

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