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Occhei, occhei, i più accorti si saranno accorti. Il riferimento e l’omaggio alla celebre foto “Lunch atop a skyscraper” di Charles Ebbets (1932) è a prova di ebete. Anche perché (quelli ancora più accorti degli accorti se ne saranno pur accorti) la foto originale era già stata usata da Emportio Armani un paio di decenni fa su mags e riviste di mezzo mondo. La ricordo bene, così come ricordo la mia sorpresa alla vista di tanta indifferenza dei manovali in pausa pranzo coi piedi a penzoloni a centinaia di metri da terra.  Sopra New York, col culo appoggiato su una costola del futuro Empire che tanto piacerà a King Kong. Lego fa proprio quel concept di “to build” e lo reinterpreta con testimonial più “target-oriented” grazie alla bella idea creativa dell’agenzia tedesca Jung von Matt.

Una cosa è certa: piuttosto che sedere realmente su quella cazzo di spranga sospesa sul mondo un mattoncino di Lego lo tengo via per ficcarmelo ovunque tranne che nel wall…

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