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Censurata, osteggiata, mobbata, snobbata, l’allegra famiglia di personaggi “18+” Entoy sbarca (il lunario) anche nel bel paese. Come idea regalo piccante, accessorio di arredo “attention getter”, gli Entoy-Don’t call me a toy rappresentano una novitá assoluta nel mercato mondiale della giocattolistica, che spedisce il design dritto dritto nelle fauci dei sexplicit contents.

Un prodotto molto curato in ogni dettaglio, presentato in un pack di cartone con una voyeuristica apertura a forma di buco della serratura con maniglietta stile cartello “do not disturb” degli hotel, con grafiche dipinte a mano e accessori ironicamente associati alle singole professioni dei personaggi.

Campagna pubblicitaria “contro”, grazie a spot affidati allo spontaneo tam tam virale…

 

 

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Pagina FB affollata da cani e porci, azioni di marketing unconventional sul campo nelle principali città eu. Un sito sfacciato e irriverente a chiudere il cerchio.

Il giardiniere John Olmo, l’infermiera Inga, Adamor ed Eveline vi porgono i loro peggiori saluti.

 

One, two, three, four, five…SEX! Hoy hoy here comes the ENTOY®-Don’t call me a toy!, the outrageously and shamelessly cool family of creatures capable of taking adults back to their childhood. Parental advisory: sexplicit contents, don’t try this at home. To ejoy it do entoy.it

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